martedì 18 luglio 2017

Filetti alla mugnaia

Chi mi segue lo sa in cucina me la cavo alla grande. I miei pezzi forte sono soprattutto i primi piatti e i dolci. Il mio cibo preferito però è il pesce, ma ho un problema: proprio non lo so cucinare. Ecco quindi che ogni volta che ne ho l'occasione al ristorante ordino piatti a base di pesce.

Oggi però, udite udite, a pranzo ho preparato dei filetti di merluzzo alla mugnaia. No, non ho fatto un corso di cucina, ho semplicemente utilizzato un piccolo trucco. Avevo voglia di pesce e così sono andata al supermercato e al banco dei surgelati ho scelto tra i prodotti FRoSTA quella che mi sembrava la giusta soluzione. 


Ecco che così, in pochi minuti ho preparato un piatto che si è rivelato al di sopra da ogni aspettativa.

Come preparare il merluzzo alla mugnaia 

Prepararlo è facilissimo, bastano davvero pochi minuti e... un limone!In una padella fate scaldare un po' di burro, poi mettete a cuore i filetti di merluzzo - ancora surgelati - per una decina di minuti, girandoli più volte. 

Quando saranno dorati aggiungete il succo di limone e servite.Tutto qui, ve lo avevo detto che era facilissimo. Io li ho serviti su un letto di rucola e pomodori tagliati a fettine.

Se preferite una cottura senza grassi ecco pronta l'alternativa. I filetti di merluzzo alla mugnaia si possono preparare anche al forno e in questo caso non serve neppure il limone.Sistemati i filetti di merluzzo in una pirofila, che avrete precedentemente rivestito con della carta forno, fate cuocere in forno preriscaldato, a 230 gradi, per poco più di un quarto d'ora.Stare qui a dirvi come l'ho cucinato e come si potrebbe cucinare mi fa quasi ridere anche perché, come avete visto, è facilissimo.

Trasparenza e sostenibilità qui sono di casa.La FRoSTA, azienda tedesca leader nel mercato di surgelati, ha tra le sue caratteristiche quella di produrre ricette veloci e al tempo stesso ricette gustose. Un brand molto apprezzato anche per la sua filosofia che punta sul naturale.Ecco allora che non c'è da stupirsi se i suoi prodotti siano del tutto privi non solo di coloranti e aromi aggiunti, ma anche di esaltatori di sapidità, emulsionanti e stabilizzanti e per finire di amidi modificati chimicamente e grassi idrogenati. Insomma non troverete tutte quelle cose che non dovrebbero esserci.

Sì, va bene, direte voi, ma il pesce chissà da dove viene... Rispondere è facilissimo grazie alla politica di tracciabilità  e trasparenza che dal 2013 caratterizza l'azienda. Quindi per conoscere la provenienza di quello che si sta acquistando basta inserire il numero di lotto del prodotto (e questo vale per ogni prodotto FRoStA) sul sito www.localizzailtuocibo.it e vi uscirà fuori la sua carta d'identità con la provenienza di tutti i singoli ingredienti utilizzati, accompagnata da una serie di informazioni circa la loro sostenibilità. Già, perché la sostenibilità è un altro, per fortuna, dei pallini di FRoSTA, che fa davvero molta attenzione affinché gli ingredienti usati siano prodotti nel pieno rispetto dell'ambiente. A questo proposito, tutto il pesce provene da lavorazione ittica non depauperante e certificata MSC (Marine Stewardship Council). 

Le stesse informazioni si ottengono anche grazie al QRCode presente sulla confezione.

Quanto al limone che ho aggiunto io, sappiate che è biologico al 100% ed è un regalo di una mia amica che li coltiva.Notizie, foto,  curiosità e ricette le potete trovare anche sui canali social #FRoSTAItalia 
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